160 anni di Musumeci Greco

L’Accademia d’Armi Musumeci Greco da sempre fa capo alla stessa famiglia che si passa il testimone di generazione in generazione:

– Salvatore Greco dei Chiaramonte (1835 – 1910)

 – Agesilao Greco (1866-1963)

– Aurelio Greco (1879 – 1954)

– Enzo Musumeci Greco (1911 – 1994)

– Renzo Musumeci Greco (classe 1952)

E’ una delle più antiche e prestigiose Scuole di scherma del mondo, da sempre ospitata in un’antica dimora gentilizia del XV secolo a breve distanza dal Pantheon, in Via del Seminario 87, appartenuta al Vescovo Diego De Valdes, Camerlengo di Papa Alessandro VI Borgia (1492-1503). Fin dal 1878, anno della sua fondazione, è considerata il “Tempio” della Scherma, e come tale, in considerazione del suo inestimabile patrimonio storico e culturale, la Regione Lazio l’ha eletta Casa Museo. E’ membro dell’UNASCI– Unione Nazionale Associazioni Sportive Centenarie d’Italia, dell’ADSI – Associazioni Dimore Storiche Italiane ed ha ottenuto dal CONI l’ambita “Stella d’oro al Merito sportivo” e dalla FIS lo “Scudo d’Onore d’Oro”.

Duilio Cambellotti, uno dei massimi rappresentanti dell’Art Noveau Italiana, nei primi del ’900 le dedicò il logo con il Puma, mentre Mimmo Paladino, principale esponente della Transavanguardia, nel 2011 le dedicò un altro logo simboleggiante lo Schermidore.

In questa Sala, che vive a cavallo di ben tre secoli, agli ordini dei vari Maestri si sono avvicendati i personaggi più disparati, spettatori o praticanti, che in comune hanno avuto solo l’interesse per questa nobile arte: da Marinetti a D’Annunzio, da Cavallotti a Mussolini, da Trilussa a Re Umberto, da Achille Campanile a Einaudi.

Per passare poi a schermidori olimpionici, quali Montano, Vezzali, Trillini, Granbassi, Cassarà, Maffei, Covaliu e tanti altri.

Enzo e Renzo Musumeci Greco hanno preparato in questa stessa sala anche molti allievi-attori per le diverse esigenze sceniche, come: Richard Burton, Errol Flynn, Vittorio Gassman, Charlton Heston, Burt Lancaster, Gina Lollobrigida, Tyrone Power, Carmelo Bene, Orson Welles, Giancarlo Giannini, Domenico Modugno, Walter Chiari, Jack Hawkins, Lou Ferrigno, Max Von Sidow, Christian De Sica, Jacques Perrin, Philippe Leroy, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Yves Montand, Renato Rascel, Kim Rossi Stuart, Roberto Bolle, Alessio Boni, Alessandro Preziosi, Alessandro Gassman, Monica Bellucci, Giò di Tonno, Massimo Ranieri, Gabriel Garko, Alessandro Benvenuti, Glauco Mauri, Michele Placido, Luciano Pavarotti, Jonas Kaufman, Josè Cura, Leo Nucci e tanti altri.

Ma non è solo storia, anche importanti risultati agonistici, grazie al prestigioso corpo insegnante costituito da 15 Maestri.

Stagione 2012/2013

  • Primi class. Campionati Europei Master Fioretto femm. Ind.
  • Primi class. Campionati Europei Master Sciabola femm. Ind.
  • Primi class. Camp. Italiani Sciabola masch. a sq B/1
  • Primi class. Campionati Master Fioretto femm. Ind. Piombino
  • Primi class. Campionati Master Sciabola femm. Ind. Piombino
  • Primi class. Campionati Master Fioretto femm. Ind. Torino
  • Primi class. Campionati Master Sciabola femm. Ind. Torino
  • Primi class. Qualificazione zona centro Fioretto maschile
  • Primi class. Camp. Paralimpico Non vedenti  spada masch.
  • Primi class. Coppa Italia Spada femm. Ind

Stagione 2013/2014

  • 7 titoli Mondiali Maestri 2014-2018
  • Primi Class. Camp. Master Spada e Fioretto femm. San Paolo (Brasile)
  • Primi Class. Campionati Master Fioretto femm. Nocera Umbra
  • Primi Class. Campionati Master Sciabola femm. Nocera Umbra
  • Primi Class. Campionati Master Fioretto femm. Torino
  • Primi Class. Campionati Master Sciabola femm. Torino
  • Primi Class. Campionati Master Fioretto femm. Pistoia
  • Primi Class. Campionati Master Sciabola femm. Pistoia

Stagione 2014/ 2015

  • Primi Class. Campionati Europei Master Fioretto femm. Porec (Croazia)
  • Primi Class. Campionati Master Fioretto femm. Caserta
  • Primi Class. Campionati Master Sciabola femm. Caserta
  • Primi Class. Campionati Master Fioretto femm. Bari
  • Primi Class. Campionati Master Sciabola femm. Bari
  • Primi Class. Campionati Master Fioretto femm. Pistoia
  • Primi Class. Campionati Master Sciabola femm. Pistoia

Stagione 2015/ 2016

  Partecipazione Paralimpiadi Rio 2016 Sc. Masch.

  Secondi Class. Camp. Mondiali Paralimpici a Sq.Sciabola(Ungheria)

  Terzi Class. Camp. Europei Master Fioretto Femm. a Sq. (Inghilterra)

  Primi Class. Camp. Assoluti Paralimpici Sc. Roma

  Primi Class. Camp. Master Sciabola Femm. Rimini

  Primi Class. Camp. Master Fioretto Femm. Rimini

  Primi Class. Camp. Master Sciabola Femm. Garda

  Primi Class. Camp. Master Fioretto Femm. Garda

  Primi Class. Camp. Master Sciabola Femm. Ariccia

  Primi Class. Camp. Master Fioretto Femm. Ariccia

  Primi Class. Camp. Reg. Giov.mi Spada Masch. Roma

Stagione 2016/2017

  • Primi Class. 1 Prova Interr. Maschietti Sciabola Masch. Ariccia

  Primi Class. Trofeo Città di Cassino Prime Lame Sp. Masch. Cassino 

  Primi Class. Trofeo Città di Cassino Prime Lame Sp. Femm. Cassino 

  Primi Class. Camp. Master Sciabola Femm. e Masch. Lonato del G 2017-2018

  Primi Class. Camp. Master Sciabola Maschile Ind. Foggia

       Primi Class. Camp. Master Sciabola Femm. e Masch. Ind. Nocera Umbra

       Primi Class. Camp. Master Fioretto Femminile Ind. Navacchio 

       Primi Class. Camp. Master Sciabola Femminile Ind. Navacchio

       Primi Class. Camp. Master Sciabola Maschile Ariccia

       Primi class. Coppa Italia Regionale Sciabola Masch. Ariccia

       Primi Class. Camp. Master Fioretto Femminile Ind. Busto Arsizio

       Primi Class. Camp. Master Sciabola Femminile Ind. Busto Arsizio

       Primi class. Coppa Italia Spada Femm. Ind.

       Primi class. Coppa Italia Amis Master Sciabola e Fioretto Masch. Ind.

Stagione  2017/2018

  Primi Class. Camp. Eur. Master Fioretto Femm. Amsterdam (Olanda) 

  Secondi Class. Camp. Eur. Master Sciabola Femm. Amsterdam(Olanda) 

  Primi Class. Coppa Italia Sciabola Maschile

  Primi Class. Coppa Italia Master Squad. Sciabola Femm. Trieste 

  Primi Class. Prova Paralimp. Sciabola Masch. Busto Arsizio 

  Secondi Class. Camp. Italiani U20 Sciabola Masch. Verona

 Riconoscimenti e Onorificenze a Roma:

  • INTITOLAZIONE DI UNA STRADA, Via Enzo Musumeci Greco nel quartiere degli artisti, in zona “Porta di Roma” .
  • APPOSIZIONE DI DUE TARGHE COMMEMORATIVE, da parte del Comune di Roma, sul palazzo dell’ Accademia al Pantheon.
  • Erezione di un BUSTO IN MARMO al Pincio di Roma negli anni ’20, del capostipite Salvatore Greco dei Chiaramonte, Eroe del Risorgimento;
  • INTITOLAZIONE DI UNA PIAZZA – Largo   fratelli Greco- nel quartiere Roma 70.

Dal 2005 l’Accademia organizza A FIL DI SPADA- LA MARATONA DI SCHERMA – Memorial Enzo Musumeci Greco, il più importante  evento italiano dedicato alla scherma moderna e al suo connubio con le Arti e lo Spettacolo.

Di particolare rilievo è il progetto “Scherma Senza limiti” riservato ai Diversamente Abili in carrozzina, nonché autistici e down, sostenuto dalla Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, in nome di quello spirito agonistico e sociale che ha sempre informato gli alti ideali dell’Accademia.

Nel 2014 l’Accademia ha conseguito ben sette titoli Mondiali ai  Campionati dei Maestri di Scherma, valevoli per un quadriennio.

Nel 2016 un atleta dell’Accademia ha partecipato alle Paralimpiadi di Rio.

Nel 2018 l’Accademia è campione d’Europa Master di fioretto femminile e seconda nella sciabola.

Per tutti questi motivi L’Accademia rappresenta un modello di scuola che costruisce sempre nuovi percorsi, autofinanziandosi e puntando sempre alla crescita, all’incentivazione e alla promozione della Scherma.

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Dopo questa necessaria premessa, ora passiamo alla Storia.

Da metà ‘800 ad oggi la Scherma è profondamente cambiata, ma è cambiata come lo sono le abitudini ed il modo di vivere della gente. Fiorivano allora le Sale d’Armi, poco più che salotti, veri club dove si riuniva l’élite socio- culturale. Non solo veniva praticata l’Arte della Scherma, ma si discuteva di politica, d’affari. Dei veri e propri cenacoli letterari.

Ed è qui che si innesta la storia dell’Accademia e di questa famiglia votata alla Scherma, il cui percorso consente di comprendere i profondi cambiamenti avvenuti in quest’Arte negli ultimi 160 anni.

Nei primi 84 anni (1855-1938) la Scherma viene vissuta come Arte, come difesa personale, come gloria italiana nel mondo;

Nei successivi 79 anni (1939-2018) la Scherma è vissuta come Sport e Spettacolo.

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La storia inizia con il capostipite SALVATORE GRECO DEI CHIARAMONTE (1835 – 1910), Eroe del Risorgimento che, camicia rossa e sciabola in pugno, arrischiò la propria vita in mille scontri al seguito di Garibaldi.

Il suo motto era “Italia una e Vittorio Emanuele”. Laureato in chimica, capo riconosciuto del movimento rivoluzionario della Sicilia, uomo di mente e di azione, suggestionatore di masse, il Greco organizzava le insurrezioni combattendovi alla testa con coraggio leonino. Capo e Insegnante di Scherma e di lotta dei ‘picciotti’, li addestrava a duellare con ogni tipo di arma, dalla sciabola alle armi da fuoco. Infatti il 31 maggio 1860 a capo di 200 volontari intrepidi al fuoco borbonico, mise in fuga il Maresciallo Clery ed il suo esercito composto da migliaia di soldati, nella battaglia di Catania.

Egli, per trionfo del suo ideale, fu sempre il Condottiero e l’Eroe Garibaldino pronto all’azione in guerra e pace. Teatro delle sue gesta furono: Milazzo, il Volturno, l’Aspromonte, poi Bezzecca nel 1866, dove cadde gravemente ferito, poi Mentana e Porta Pia. Ovunque ci fosse una Santa Causa da sostenere, accorreva con entusiasmo: nel 1870-71 a Digione, nel 1876 nel Montenegro. Fu amico prediletto di Garibaldi e dei suoi figli, di Francesco Crispi, Rosolino Pilo e Mazzini, ammirato da Armando Diaz.

Carico di gloria muore nel 1910, immortalato da un busto al Pincio a Roma accanto all’Eroe dei Due Mondi.

Egli seppe infondere nei suoi discendenti il senso del valore umano, della dignità e dell’orgoglio, plasmando in loro spiccate personalità, avviando in Roma l’antica Sala di Via del Seminario al Pantheon nel 1878, dove si formarono i 2 figli Agesilao ed Aurelio, che per le loro gesta si sono meritati l’intestazione di una Piazza nella Capitale.

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Se Salvatore trovò posto nella storia eroica d’Italia, i figli si innestarono in quella artistico sportiva. AGESILAO GRECO (1866-1963) è entrato nella leggenda della Scherma mondiale, dove il suo nome è riportato su tutti i libri e i Trattati di Scherma.

Caltagirone(CT), sua città natale, gli ha dedicato lo Stadio Comunale, una strada nella cittadella dello sport, una targa sul palazzo nativo e una sala nel Museo Civico ove sono esposti i suoi diplo mi, le sue armi ed altri cimeli, a testimonianza delle vittorie ottenute in tutto il mondo. Duilio Cambellotti illustrò il suo trattato La Spada e la sua disciplina d’Arte dal quale fu estrapolato il logo dell’Accademia, un puma domato da un braccio armato, simbolo di forza e velocità.

Parlare delle sue lotte e delle sue vittorie schermistiche diventa una impresa impossibile: fra incontri ufficiali, amichevoli o nella Sala d’Armi si arriva a qualche migliaio.

È stato un Campione invitto per decenni, dal 1887 al 1934. Sono ben 47 anni di lotte e di vittorie, in cui ha combattuto con tre generazioni, incontrando

schermitori di 14 nazioni, ha portato alto il nome dell’Italia nel mondo: New York, Buenos Aires, Parigi, Bruxelles, Vienna, Lione, Chicago, Londra.

Amico di Marinetti, D’Annunzio, Trilussa, Ungaretti, Campanile, Einaudi ebbe numerosi attestati di ammirazione da Re Umberto, da Mussolini, dal presidente argentino Roca e tanti altri, che regolarmente frequentavano la Sala di Via del Seminario, punto d’incontro della crema internazionale della Scherma.

Era talmente famoso che nel 1913 fu l’interprete principale del film muto L’Assalto Fatale.

Nella sua vita avventurosa innumerevoli episodi furono riportati da tutti i giornali, alcuni talmente eclatanti da meritare le copertine. Depositario di un magistrale colpo segreto, era in grado di disarmare chiunque. Questo suo colpo segreto ha ancora un ricordo nella diplomazia internazionale.

L’episodio avvenne nel 1896, a una Festa Imperiale a Vienna. Lo spadaccino siciliano, considerato la grande rivelazione della scherma italiana, era stato invitato a un incontro col belga Verbruge, vicino alla scuola francese, vincitore della prima Olimpiade celebrata ad Atene in quello stesso anno. Lo scontro fra i due celebri schermidori doveva fornire un motivo cavalleresco alla festa imperiale organizzata in onore dell’arciduca Ranieri.

Duchi, nobili di corte, belle donne eleganti, diplomatici, vecchi dignitari, generali e attaches di ambasciata si erano dati convegno in un salone sfavillante di ori. L’Italia era rappresentata dall’Ambasciatore, Conte Costantino Nigra, che il nostro Governo aveva mandato da poco tempo a Vienna, per salvare le sorti della traballante Triplice Alleanza. Nigra era una figura notissima nel modo politico di allora: aveva goduto a Parigi le simpatie di Napoleone III e le confidenze dell’Imperatrice Eugenia. La sua bella persona spiccava nella Festa Imperiale, circondata da un fascino che soggiogava. Quando i due spadaccini scesero in pedana, salutarono a turno i più alti personaggi seduti nelle poltrone di prima fila. Ma Verbruge trascurò l’Ambasciatore italiano e Agesilao Greco se ne accorse: ecco allora il suo celebre colpo segreto trasformarsi in vendetta! I due spadaccini abbassarono le maschere e si misero in guardia: uno scambio veloce, poi il nostro fece saltare la spada dalle mani dell’avversario mandandola a cadere proprio ai piedi dell’Ambasciatore italiano. Il belga, per raccoglierla, fu costretto ad inginocchiarsi davanti al nostro solenne diplomatico. Tornati in pedana, si incrociarono nuovamente le armi: Verbruge fu di nuovo disarmato e la sua spada cadde ancora ai piedi di Nigra. Scrosciarono gli applausi nella sala: tutti capirono la ragione di quei disarmi e il conte Nigra, commosso, confidò a Greco: “Siete stato crudele, ma Vi ringrazio”.

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AURELIO GRECO (1879 – 1954) Schermitore di razza perché siciliano, schermitore di sangue perché fratello di Agesilao, egli sentì la lotta, l’attrito, il contrasto, la ferocia dell’assalto.

Le qualità dello schermitore si rivelarono nelle qualità del Maestro ed egli scrivendo il suo trattato nel 1907 “La Spada e la sua applicazione” finì con un paragrafo intitolato “Il combattimento” che è uno squillo di tromba. Vi si afferma che “…… innanzi tutto occorre inculcare nell’allievo la convinzione che un colpo dato o ricevuto con un’arma innocua, ha grande importanza morale …… Lo studio psicologico dell’avversario implicitamente impone a chi lo fa un’adeguata educazione ….. Negli occhi dell’avversario si leggono molte cose. Il risultato di tali studi ci determina una linea di condotta, sempre accompagnata da precetti educativi del combattimento.”

Pur essendo un appassionato dell’arte della pittura, non fu da meno del suo grande fratello. Campione insuperabile, è rimasto famoso anche per essere stato protagonista nel 1922 del “Duello del Secolo”, forse l’ultimo vero duello, che lo vide vincitore su un altro grande campione, Candido Sassone. Tale sfida fece seguito ad una lunga polemica a mezzo stampa, che aveva infervorato l’opinione pubblica dell’epoca, e che non poteva avere epilogo diverso da un duello.

Anche lui calcò le pedane di tutto il mondo, battendo ed umiliando i maggiori campioni. Parigi, Ostenda, Bruxelles, Anversa, Bucarest, Vienna, Budapest, Barcellona, ogni teatro lo acclamò quale uno dei massimi artisti della spada. Dedicò la sua vita alla Scherma dividendosi tra le pedane internazionali ed oltre 50 anni di insegnamento nell’ Accademia di Via del Seminario. Sotto la guida e perizia dei due fratelli appresero l’arte della Scherma campioni, politici, militari ed alla fine il nipote Enzo, figlio della sorella Annetta Adelaide.

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ENZO MUSUMECI GRECO (1911-1994), vincitore di numerosi campionati nazionali ed internazionali, dedicò oltre 60 anni all’insegnamento, ottenendo per sé e per l’Accademia di via del Seminario, la più alta onorificenza, cioè la Stella d’Oro al Merito Sportivo.

Enzo Musumeci Greco sul set con Errol Flynn

Poiché i suoi zii Agesilao ed Aurelio non avevano figli schermidori, il Presidente della Repubblica Gronchi, per non disperdere un cognome così importante nella scherma italiana, negli anni ‘50 emanò un apposito decreto che unì il cognome materno Greco a quello paterno Musumeci: da allora il cognome è Musumeci Greco.

Egli fece il suo debutto nella società della Scherma italiana nel 1926, appena quindicenne, in una lezione impartita in pubblico dallo zio Aurelio. Era il tempo in cui gli schermidori, ancora per poco, potevano vantare una popolarità pari agli attuali calciatori o ai piloti di Formula 1. I più famosi di loro si esibivano nei grandi teatri come il Quirino, l’Argentina, la Scala, la Fenice. E di spettacolo si trattava in quanto quasi tutti, dal militare al nobile, dal borghese al politico, al giornalista praticavano la nobile arte della scherma che, quindi, facilmente poteva essere compresa ed apprezzata.

Enzo, a fine anni ’30 vive in un periodo di frontiera tra il passaggio ineluttabile della Scherma da Arte a semplice Sport, pur glorioso e denso di regole e principi. Lo sdoganamento è difficile e forse doloroso, ma la sua natura romantica e i confini troppo stretti della pedana sportiva lo portano alla scapigliatura del 1939: nasce la sfrenata passione per lo Spettacolo. Non sopportando di essere da meno dei suoi grandi antenati che in periodi diversi avevano duellato nei teatri, o per onore, o per lavare onte ed offese, ed essendo giunto al tramonto il duello come giudizio divino, Enzo si immerge nella finzione scenica, riuscendo ad attuare un felicissimo connubio tra le sue capacità schermistiche ed il mondo dello Spettacolo. Cavalca il successo prestando la sua preziosa collaborazione a centinaia di film, lavori teatrali e televisivi, insegnando a tirare di scherma a tutti gli attori del cinema italiano e straniero. Nel volgere di pochi anni diventa il più qualificato Maestro d’Armi del cinema mondiale che si avvale delle sue particolari capacità non solo per la realizzazione di spettacolari duelli individuali, ma anche per la direzione tecnica delle scene di battaglia e di lotta di ogni specie. Si deve a lui se il ‘film spettacolare’ in Italia ha potuto raggiungere un così alto livello tecnico da gareggiare e spesso superare i più acclamati colossi del cinema hollywoodiano. Gli stessi produttori americani l’hanno più volte sollecitato a trasferirsi negli Stati Uniti, ma egli ha voluto che la gloriosa tradizione della famiglia di cui era unico rappresentante e depositario, rimanesse in Italia. Enzo si trova ed essere protagonista di una sorta di romanzo in 4 puntate, in ognuna delle quali viene rappresentata un’epoca, un genere.

E’ nella prima puntata (1939-1949) che Enzo incontra i Maestri Alessandro Blasetti, Carmine Gallone, Goffredo Alessandrini che con il loro stile grandioso e monumentale sono considerati i maggiori rappresentanti di un cinema in parte anche ‘sponsorizzato’ dal regime. Scene di massa, racconti di grande forza drammatica colpiscono l’immaginazione del pubblico pre e post bellico: Un’avventura di Salvator Rosa, La Regina di Navarra, Caravaggio e tanti altri film densi di duelli, lanciano Enzo nel firmamento di Cinecittà, portandolo a collaborare anche con Mastrocinque, Matarazzo, Guazzoni, Campogalliani e a far diventare degli eroi i vari Gino Cervi, Amedeo Nazzari ecc.

La seconda puntata (1949-1961) vede sbocciare l’età d’oro di Cinecittà, la Hollywood sul Tevere. I tempi sono più tranquilli, l’entusiasmo spinge i produttori. Enzo fa maneggiare la spada a Tyrone Power ne Il principe delle Volpi, a Burt Lancaster ne Il Corsaro dell’Isola Verde. Collabora con Jean Renoir ne La Carrozza d’oro, quindi con Howard Hawks, con Mario Soldati, Bragaglia, Lattuada. Insegna i trucchi del mestiere a Errol Flynn, Orson Welles, Richard Burton, Gina Lollobrigida, Gassman, lavora con Pontecorvo, con Riccardo Freda, rende grande Charlton Heston preparandolo per Ben-Hur, allestendo la battaglia navale nella piscina di Cinecittà e lo rende eroico ne El Cid, con Sofia Loren; lo chiamano come ospite al Today Show per gli USA.

La terza puntata (1961-1970) passa dal Kolossal Cleopatra, a La Caduta dell’Impero Romano, dal genere peplum con Steve Reeves, a Josè Ferrer nel Cyrano di Abel Gance, da Vittorio Cottafavi e Pietro Francisci, a Steno, fino a divagazioni extra schermistiche, quali gli intrighi di agenti segreti, fino a qualche ‘spaghetti western’, diretti anche da un Tinto Brass in versione pre-erotica. Il piccolo schermo lo assume alle dipendenze per festeggiare con lui il successo dello ‘sceneggiato’ con i vari Majano, Falqui, D’Anza, Bolchi, Mattoli, Blasi. Dopo Capitan Fracassa e L’Isola del Tesoro è la volta di Scaramouche, La Freccia Nera, I miserabili, Il mulino del Po ecc.

La quarta puntata (1971-1994) lo vede testimone dell’agonia del grande cinema italiano; collabora a Il deserto dei Tartari opera di Valerio Zurlini, grande maestro incompreso, a L’Innocente, altra opera da rivalutare di Luchino Visconti. Passa per il Don Giovanni di Joseph Losey ed è ancora testimone della definitiva agonia del peplum con L’incredibile Ercole, con Lou Ferrigno già interprete del più fortunato, ma sempre incredibile Hulk. Ritrova un anziano Gino Cervi in versione Maigret, ma anche il piccolo schermo si prepara alla conversione sul genere ’leggero’. Cinecittà è in piena crisi, il rifugio sicuro è il teatro con Enriquez, Bene, Lavia, Mauri, Modugno, Kemp.

“La scherma prima di essere uno Sport è un’Arte, prima di formare l’atleta esige l’artista”

Enzo Musumeci Greco (1911-1994)

Durante il decennio della terza puntata (1961-1970), Enzo ha già avviato alla scherma sportiva la quarta generazione con il figlio Renzo.

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RENZO MUSUMECI GRECO è un ben noto maestro d’armi, figlio di Enzo (1911-1994) che inventò questa professione in Italia negli anni ‘30.

Il suo battesimo sul set avvenne nel 1958 quando da bambino il padre lo portava a Cinecittà durante le riprese di Ben- Hur. Il suo esordio lavorativo invece fu nel 1968 quando cominciò a collaborare nello sceneggiato “La Freccia Nera”, con la regia di Anton Giulio Majano. Da allora ha partecipato ad oltre 200 spettacoli di ogni genere: lirica, prosa, cinema, fiction, programmi televisivi, pubblicità, stage, ricostruzioni storiche, ecc., segnalandosi per l’alta professionalità e la creatività nell’allestimento dei duelli, pur nel rispetto delle regole dell’arte della scherma nella sua evoluzione storica. All’insegnamento di questa disciplina, sia nell’Accademia d’Armi al Pantheon, sia nelle altre sedi (era presente a Rio 2016 per le Olimpiadi), Renzo affianca da sempre il suo impegno nel mondo dello spettacolo, operando dietro le quinte e partecipando personalmente in veste di attore-duellante, come nel film “L’INNOCENTE“, di Luchino Visconti e ne “IL DESERTO DEI TARTARI“, di Valerio Zurlini.

E’ anche docente di Scherma Scenica al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, la più antica Scuola di Cinema del mondo, il cui direttore della recitazione è Giancarlo Giannini, nonché ai Teatri Stabili di Napoli, della Toscana – La Pergola di Firenze e di Roma.

L’entusiasmo schermistico lo vede saltare da un “DON GIOVANNI” lirico, al Teatro Regio di Torino, ad un “SIMON BOCCANEGRA” e “IL CORSARO” ambedue al Regio di Parma. Quindi, da “CARMEN” e “GIULIETTA E ROMEO” (balletto) per l’Opera di Roma a Caracalla, a “FAUST” al Regio di Torino, ancora “FAUST” e “LUCIA DI LAMMERMOOR” ambedue all’Opera di Roma, e per il teatro “LA BOTTEGA DEL CAFFE'” con lo Stabile del Veneto.

Da un “OTELLO” teatrale alla Scala con “LUCREZIA BORGIA”, all’ “OTELLO” lirico diretto da Riccardo Muti, con Placido Domingo, da “IL TROVATORE” all’Arena di Verona in 6 edizioni, sempre con la regia di Franco Zeffirelli, all’altro “TROVATORE” alla Scala sempre con Muti, “GIULIETTA E ROMEO” al Teatro dell’Opera di Roma, “I DUE GEMELLI VENEZIANI” al Piccolo di Milano con Ronconi, “FRANCESCO, IL MUSICAL”,  di Vincenzo Cerami ad Assisi. Da uno stage di scherma al Teatro Stabile di Catania per un seminario su “GIULIETTA E ROMEO”, a “LA FORZA DEL DESTINO”, sempre alla Scala con Muti, de Ana e  Jose’ Cura, da “AMLETO”, con Kim Rossi Stuart, a “HOLLYWOOD”, con Massimo Ranieri, per la regia di Peppino Patroni Griffi, ancora “AMLETO” con la regia di Besson.

Dal KEAN con Gassman a “RE LEAR” di Ronconi, da “LE RELAZIONI PERICOLOSE” con Monicelli; al “TITO ANDRONICO” con Peter Stein; da un “MACBETH” al Burgtheater di Vienna, alla “CARMEN” al Regio di Torino, e ad un’altra edizione di “ROMEO E GIULIETTA” all’Opera di Roma. Per il “piccolo schermo” da spot pubblicitari diretti da Tony Scott, alla serie “I SEGNI DELLA STORIA”, da “DOMENICA IN” per i duelli fra Gladiatori, nel Colosseo, alla BBC- Londra per i duelli di “CARAVAGGIO”. Da Ricostruzioni Storiche nella Camelot di Re Artù, a “I TRE MOSCHETTIERI”, dalla rivincita delle Olimpiadi 2004 di Aldo Montano in diretta TV, fino al Reality Show nella Venezia del ‘700.

Dagli innumerevoli duelli di “CARAVAGGIO” con Alessio Boni al film “IO, DON GIOVANNI” di Carlos Saura, ambedue con la fotografia di Vittorio Storaro. Per poi far volare spada in pugno Roberto Bolle in una memorabile edizione di “GIULIETTA E ROMEO“ a Verona e poi al San Carlo di Napoli. Quindi, stavolta di persona sul palcoscenico, con Massimo Ranieri, duellando sulle note di CYRANO di Guccini, poi nell’Opera Musicale “I PROMESSI SPOSI”, con la regia di Michele Guardì.

Prepara i duelli per il musical “THE MISSION” con le musiche di Morricone, per il “LOHENGRIN” di R. Wagner con Jonas Kaufman, diretto da Daniel Barenboin, nel dicembre 2012 alla Scala di Milano, quindi a maggio 2013, al Teatro dell’Opera di Roma, per il “RIENZI”, sempre di Wagner, diretto da Hugo de Ana come pure “IL TROVATORE” nel febbraio 2014, al Teatro la Scala di Milano. Nel 2015 è stato impegnato nell’ opera lirica “Il Corsaro” e “Otello” al Teatro Regio di Parma, mentre nel 2016 e 2017 è in scena con “I DUELLANTI”, spettacolo teatrale, ancora con Alessio Boni, che ha debuttato nel 2015 al Festival dei 2 Mondi di Spoleto. nel 2018 in scena con “Il Combattimento di Tancredi e Clorinda” con Mario Martone, ancora “Il Corsaro” a Piacenza e Modena e nel 2019 “I Lombardi alla prima Crociata” a Bilbao.

Il tutto sempre supportato da un lavoro di ricerca che conferisce indubbi benefici a questo patrimonio Italiano che è la Scherma.

E’ quindi l’epopea di una famiglia che va ben oltre la storia delle Olimpiadi, iniziate in sordina ‘solo’ nel 1896, per poi assurgere ad evento mediatico mondiale. E l’Italia deve essere riconoscente alla Scherma che le ha donato ben più di 120 medaglie su oltre 500, rivelandosi di gran lunga lo Sport più premiato, seguito a gran distanza da ciclismo, nuoto, ecc.

E’ proprio vero, la vita è un Duello!

E che i prossimi 160 anni siano ancora con la spada in pugno!

Roma, 5 ottobre 2018